Indice
Premessa
1. Sapere oggettivo e volontà di
comprendere
1.1.
Percorsi individuali, processi sociali
1.2. Il
modello di un sapere oggettivo
1.3
Il linguaggio delle variabili
1.4. La teoria
e le osservazioni; l’importanza dell’individuale
1.5. La
svolta qualitativa e l’approccio induttivo
1.6.
Spiegare e comprendere; le condizioni dell’azione
1.7.
Attribuzioni di senso e processi identitari
1.8.
Approccio biografico e costruzione del sapere
2. L’uso di documenti
biografici nella Scuola di Chicago
2.1. Il quadro teorico:
l’interazionismo sociale
2.2. Thomas
e Znaniecki: atteggiamenti e valori nelle
trasformazioni sociali
2.3. Il
contadino polacco in Europa e in America. Un’analisi
2.4. Park e
il programma di ricerca sulla
city life
2.5. Una
ricerca etnografica:
The Gang
2.6. The
Jack-Roller di Shaw
2.7.
Crescenti critiche. Verso l’egemonia del quantitativo
.8. Le
riflessioni metodologiche: Dollard, Blumer e Angell
2.9.
Lindesmith e Becker: un modello di ricerca
3. Analisi
strutturali e soggettività. Le storie di vita in
Francia
3.1.
L’esclusione del soggetto: tra positivismo e strutturalismo
3.2.
Bourdieu: la doppia determinazione
3.3. Dare la
parola. Il Journal de Mohamed di Catani
3.4. Sayad,
la doppia assenza: meccanismi strutturali e soggettività
3.5. Bertaux:
racconti di pratiche
3.6.
Individualizzazione e mobilità sociale: i
transfughi
3.7.
Percorsi biografici nella precarietà
3.8.
Dall’illusione biografica a
La misère du monde
Conclusione
Riferimenti
bibliografici
|
|
Presentazione
L’interesse per le storie di vita ha rappresentato, per un periodo, un
vero e proprio fenomeno culturale; poi si è passati alla
professionalizzazione, e il metodo biografico (o autobiografico) ha
mostrato la sua utilità in campi specifici. Nella ricerca sociale, il
ricorso alle storie di vita (raccolte mediante interviste biografiche) ha
costituito in una prima fase un elemento di rottura rispetto alla
sociologia “accademica”, poi il metodo è stato comunemente accettato nel
quadro delle metodologie qualitative. Oggi l’uso di storie di vita è
abbastanza frequente, almeno in certi campi, ma spesso è considerato solo
un metodo, tra gli altri, di raccolta dati, e il potenziale contributo dei
documenti biografici è sottoutilizzato.
L’approccio biografico come
orientamento di ricerca ha invece implicazioni di carattere generale.
Esprime la convinzione che la conoscenza dei percorsi individuali, delle
logiche biografiche, è essenziale per ricostruire un processo sociale, che
si tratti di migrazioni, di itinerari di mobilità, o di altre
“transizioni” nello spazio sociale. Mette in questione la concezione di un
“sapere oggettivo” che si limita a individuare rapporti causali tra
fenomeni “osservabili” escludendo la sfera della soggettività, cioè le
interpretazioni che i soggetti danno delle situazioni, le loro intenzioni,
il loro “vissuto”. L’approccio biografico non contrappone la
“comprensione” di una situazione alla “spiegazione” causale, ricorda però
che non ha senso spiegare senza comprendere.
L’analisi delle storie di
vita può dare un contributo alla costruzione di un sapere sulla realtà
sociale in termini sia di “generazione di teoria” (o di modelli
interpretativi) che di “verifica” (o conferma) di teorie esistenti. Il
libro approfondisce questi argomenti attraverso l’analisi di due
fondamentali esperienze di utilizzazione di documenti biografici, la
Scuola di Chicago, in un quadro interazionista, e la ripresa di questa
metodologia in Francia a partire dagli anni ’70, nel confronto tra strutturalismo
e ritorno dell’attore.
|